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Il metodo Pierre Villepreux è conosciuto in tutto il mondo per la sua serie di tecniche innovative nell’insegnamento del rugby, in particolar modo verso i più giovani. L’esperienza decennale di Villepreux, affiancato in questo corso niente meno che da Georges Coste, è a disposizione di Sportwig per capire il rugby e come viene vissuto in diverse realtà e in diversi paesi. Il confronto continuo tra attacco e difesa può far esprimere alla tua squadra un gioco piacevole, soprattutto per i giocatori stessi, perché loro sono i veri protagonisti in campo. Gli eccelsi risultati della nazionale di rugby negli anni 90 ne sono la prova tangibile.

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Per comprendere l’evoluzione del gioco del rugby bisogna fare un passo indietro a prima del professionismo. Negli anni sono cambiate prima di tutto le regole ed il gioco da pianificato e con poca libertà di cambiamento è passato a un gioco di adattamento in base alla difesa, uno stile di gioco “alla mano” oggi diffuso in tutto il mondo. Tutto però deve basarsi sui giocatori che si hanno a disposizione, giocatori che oggi con il professionismo sono molto più performanti a livello fisico.

Pierre Villepreux è un grande esponente del metodo adattativo, il famoso “rugby totale” che permette ai giocatori di comprendere il gioco in base alla situazione. Secondo Villepreux tutto deve far parte di un percorso e di un metodo che inizia con i più piccoli e si sviluppa con i più grandi. La capacità del giocatore di prendere decisioni senza seguire schemi dipende dall’allenatore, lui deve creare le condizioni che permettono ai giocatori di capire, decidere e agire. Senza dimenticare che per progredire bisogna anche sbagliare, l’errore fa parte della comprensione.

Un buon metodo di formazione permette a tutto il club, dalle giovanili ai seniores, di identificarsi in uno stile. Villepreux parla di una scuola di gioco prendendo esempio dai campioni del Tolosa, club da lui allenato. Oggi sembra che solo i giocatori ben dotati fisicamente possano giocare a rugby, non è vero. Il rugby può essere giocato da tutti.

La metodologia dell’allenamento in opposizione ha permesso ai giocatori italiani di diventare molto più produttivi sul campo in rapporto a ciò che succede, in rapporto a come difende l’avversario. Georges Coste e Pierre Villepreux raccontano dei progressi della nazionale italiana di rugby negli anni 90, una serie di successi che hanno portato all’ingresso nel Sei Nazioni. Si può vincere prendendo rischi sul campo? Sì, ne abbiamo le prove.